Telefoni cellulari e bimbi: invito alla prudenza
Secondo un ricerca svedese l'uso dei telefoni cellulari sembra destinato ad aumentare di cinque volte il rischio di tumore al cervello per bambini e teenager perché hanno il cranio più sottile e quindi le radiazioni emesse dai cellulari penetrano con maggiore profondità e nocività.
La ricerca sui cellulari è stata coordinata dal professor Lennart Hardell, dell'università di Orebro, ed arriva a sostenere che il rischio di tumore al cervello si quintuplica per bambini e adolescenti anche se vivono in abitazioni dove ci sono telefoni fissi senza fili. Il prof. Hardell è convinto che i bambini sotto i 12 anni dovrebbero far uso di telefonino "soltanto in casi di emergenza" mentre gli adolescenti dovrebbero servirsi dei congegni di 'viva voce' e "concentrarsi sui messaggini". Si dovrebbero adottare queste precauzioni fino all'età di vent'anni quando il cervello arriva al suo definitivo sviluppo. Lo studioso svedese avverte che non si può escludere una vera e propria epidemia di tumori al cervello provocata dall'uso del telefonino durante l'infanzia e l'adolescenza per il futuro perché in parecchi casi ci vogliono decenni prima che il cancro si manifesti. In particolare, il rischio riguarda di due tipi di tumore: glioma e neuroma acustico, il secondo benigno ma spesso causa di sordità. La settimana scorsa il parlamento europeo ha votato con 522 voti su 16 l'urgenza di sollecitare i paesi membri a raccomandare limiti più stretti all'esposizione dei bambini a radizioni di telefoni cellulari, telefoni senza fili, wi-fi e altri dispositivi, poichè il loro sistema nervoso si sta ancora sviluppando.
25/9/2008 Redazione bambinonaturale
Lavoro da 20 anni come ostetrica e vorrei condividere la mia esperienza con tutte le persone interessate ad argomenti correlati alla gravidanza, parto, puerperio ed all'essere donna. Vorrei che questo blog sia una piattaforma di scambio di idee, suggerimenti e che dia la possibilità a tutti di raccontare il proprio vissuto. I'VE BEEN WORKING AS A MIDWIFE FOR THE PAST 20 YEARS, I WISH TO SHARE IDEAS AND EXPERIENCES WITH ALL PEOPLE INTERESTED IN CHILDBIRTH AND WOMEN'S ISSUES
mercoledì 1 ottobre 2008
martedì 30 settembre 2008
Fumo passivo e bambini
FUMO, SEMPRE LONTANO DAI BAMBINI
ROMA - Ecco un altro buon motivo per non fumare vicino ai propri figli: il fumo passivo potrebbe dare dipendenza anche senza aver mai acceso una sigaretta. Infatti uno studio condotto da Jennifer O'Loughlin della Université de Montreal in Canada ha dimostrato che alcuni bambini esposti al fumo passivo dei genitori in macchina e in casa manifestano i sintomi della dipendenza da nicotina."Secondo le conoscenze comuni una persona che non fuma non può sviluppare dipendenza da nicotina - ha dichiarato Mathieu Belanger che ha diretto lo studio su 1800 bambini tra i 10 e i 12 anni - ma il nostro studio ha dimostrato chiaramente che almeno il 5% dei bambini che non hanno mai fumato neppure una sigaretta ma che convivono con genitori fumatori, e sono dunque esposti a fumo passivo in casa e in macchina, riportano i sintomi tipici della dipendenza da nicotina", per esempio ansia, aggressività, irrequietezza, problemi col sonno e aumento di appetito.
Da notizie Ansa on line
ROMA - Ecco un altro buon motivo per non fumare vicino ai propri figli: il fumo passivo potrebbe dare dipendenza anche senza aver mai acceso una sigaretta. Infatti uno studio condotto da Jennifer O'Loughlin della Université de Montreal in Canada ha dimostrato che alcuni bambini esposti al fumo passivo dei genitori in macchina e in casa manifestano i sintomi della dipendenza da nicotina."Secondo le conoscenze comuni una persona che non fuma non può sviluppare dipendenza da nicotina - ha dichiarato Mathieu Belanger che ha diretto lo studio su 1800 bambini tra i 10 e i 12 anni - ma il nostro studio ha dimostrato chiaramente che almeno il 5% dei bambini che non hanno mai fumato neppure una sigaretta ma che convivono con genitori fumatori, e sono dunque esposti a fumo passivo in casa e in macchina, riportano i sintomi tipici della dipendenza da nicotina", per esempio ansia, aggressività, irrequietezza, problemi col sonno e aumento di appetito.
Da notizie Ansa on line
L'agricoltore ed il ginecologo
Ho appena finito di leggere questo libro e credo che sia uno dei migliori scritti da Michel Odent , è chiaro ed illuminante.
Lo consiglio caldamente a tutti.
Qualcuno di voi l'ha già letto? Che ne pensate?
L'Agricoltore e il Ginecologo
L'industrializzazione della nascitaIl Leone Verde - luglio 2006
Agricoltura e dell'allevamento, si interroga sul futuro di una società in cui i bambini nascono in condizioni "artificiali", privi di quel cocktail di "ormoni dell'amore" rilasciati dalla donna quando il parto e l'allattamento avvengono initon modo naturale.Gli studi raccolti da varie discipline raccolti da Odent offrono conferme scientifiche del fatto che è possibile, andando a perturbare in modo routinario e sistematico i bisogni fisiologici della donna e del neonato, interferire in modo grave sulla relazione madre bambino e quindi sulla capacità di amare dell'essere umano, che si manifesterà solo dopo anni e in varie modalità (verso se stessi, verso gli altri verso la natura).Se vogliamo che la vita continui ad essere sostenibile sul pianeta dobbiamo creare un uomo nuovo, capace di amare la natura e i suoi simili. Un passo necessario perché questo avvenga è, secondo Odent, riscoprire quali sono le esigenze fisiologiche della madre e del bambino durante il periodo che va dal momento del concepimento fino al primo anno di vita.Analizza inoltre il caso dell'Italia, al primo posto in Europa per numeri di tagli cesarei (intorno al 40%, e in alcune regioni come la Campania risulta essere il modo più comune di partorire).
(tratto da un articolo apparso sulla rivista Aam Terranuova – aprile 2006)
Lo consiglio caldamente a tutti.
Qualcuno di voi l'ha già letto? Che ne pensate?
L'Agricoltore e il Ginecologo
L'industrializzazione della nascitaIl Leone Verde - luglio 2006
Agricoltura e dell'allevamento, si interroga sul futuro di una società in cui i bambini nascono in condizioni "artificiali", privi di quel cocktail di "ormoni dell'amore" rilasciati dalla donna quando il parto e l'allattamento avvengono initon modo naturale.Gli studi raccolti da varie discipline raccolti da Odent offrono conferme scientifiche del fatto che è possibile, andando a perturbare in modo routinario e sistematico i bisogni fisiologici della donna e del neonato, interferire in modo grave sulla relazione madre bambino e quindi sulla capacità di amare dell'essere umano, che si manifesterà solo dopo anni e in varie modalità (verso se stessi, verso gli altri verso la natura).Se vogliamo che la vita continui ad essere sostenibile sul pianeta dobbiamo creare un uomo nuovo, capace di amare la natura e i suoi simili. Un passo necessario perché questo avvenga è, secondo Odent, riscoprire quali sono le esigenze fisiologiche della madre e del bambino durante il periodo che va dal momento del concepimento fino al primo anno di vita.Analizza inoltre il caso dell'Italia, al primo posto in Europa per numeri di tagli cesarei (intorno al 40%, e in alcune regioni come la Campania risulta essere il modo più comune di partorire).
(tratto da un articolo apparso sulla rivista Aam Terranuova – aprile 2006)
lunedì 29 settembre 2008
venerdì 26 settembre 2008
mercoledì 24 settembre 2008
Unicef report
UNICEF: Maternal Deaths High in Developing Countries
09.24.2008
More than 99 per cent of all maternal deaths occur in developing countries, according to a report card released by UNICEF.In its ``Progress for Children,''report, the UN Children's Fund states that 84 per cent of the deaths is concentrated in Sub-saharan Africa and South Asia . ``The tragic fact is that every year, more than half a million women lose their lives as a result of complications due to pregnancy or childbirth. ``The causes of maternal mortality are clear, as are the means to combat them, yet women continue to die unnecessarily, the report said. According to the report, haemorrhage is the most common cause of death, particularly in Africa and Asia . A woman's overall health, including her nutritional level and HIV status, also influences the chances of a positive outcome to her pregnancy and childbirth, it said. Other influences include societal factors, such as poverty, inequity and general attitudes towards women and their health. ``Maternal mortality rates are often impacted by cultural or traditional practices that often prevent women from seeking delivery or post-partum care. ``In the developing world, the risk of death from complications relating to pregnancy and childbirth over the course of a woman’s lifetime is one in 76, compared with one in 8,000 in the industrialised world.”``The riskiest place to give birth is Niger , where that risk is estimated to be one in seven,'' the report notes. It states that most maternal deaths are avoidable and a key to avoiding them is better health care, particularly during pregnancy, delivery and in the post-partum period. The report notes that there have been some promising areas of improvement in maternal health interventions in recent years. ``Coverage of antenatal care throughout the developing world has increased by 15 percentage points in the past decade, with 75 per cent of expectant mothers now receiving some antenatal care. ``It states that many countries have boosted coverage of skilled delivery attendance.” ``Ensuring that skilled personnel are present at all deliveries and that these personnel have access to emergency care where necessary is the most effective means of saving the lives of mothers,'' it said. The report notes that the pace of progress towards reaching the Millennium Development Goal on maternal health has been too slow throughout the developing world.
09.24.2008
More than 99 per cent of all maternal deaths occur in developing countries, according to a report card released by UNICEF.In its ``Progress for Children,''report, the UN Children's Fund states that 84 per cent of the deaths is concentrated in Sub-saharan Africa and South Asia . ``The tragic fact is that every year, more than half a million women lose their lives as a result of complications due to pregnancy or childbirth. ``The causes of maternal mortality are clear, as are the means to combat them, yet women continue to die unnecessarily, the report said. According to the report, haemorrhage is the most common cause of death, particularly in Africa and Asia . A woman's overall health, including her nutritional level and HIV status, also influences the chances of a positive outcome to her pregnancy and childbirth, it said. Other influences include societal factors, such as poverty, inequity and general attitudes towards women and their health. ``Maternal mortality rates are often impacted by cultural or traditional practices that often prevent women from seeking delivery or post-partum care. ``In the developing world, the risk of death from complications relating to pregnancy and childbirth over the course of a woman’s lifetime is one in 76, compared with one in 8,000 in the industrialised world.”``The riskiest place to give birth is Niger , where that risk is estimated to be one in seven,'' the report notes. It states that most maternal deaths are avoidable and a key to avoiding them is better health care, particularly during pregnancy, delivery and in the post-partum period. The report notes that there have been some promising areas of improvement in maternal health interventions in recent years. ``Coverage of antenatal care throughout the developing world has increased by 15 percentage points in the past decade, with 75 per cent of expectant mothers now receiving some antenatal care. ``It states that many countries have boosted coverage of skilled delivery attendance.” ``Ensuring that skilled personnel are present at all deliveries and that these personnel have access to emergency care where necessary is the most effective means of saving the lives of mothers,'' it said. The report notes that the pace of progress towards reaching the Millennium Development Goal on maternal health has been too slow throughout the developing world.
Aforisma
We do not stop playing because we grow old.
We grow old because we stop playing.
Invecchiamo perché smettiamo di giocare.
We grow old because we stop playing.
(Anonimous)
Non smettiamo di giocare perché invecchiamo.Invecchiamo perché smettiamo di giocare.
(Anonimo)
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