mercoledì 3 settembre 2008

IN- soddisfazione professionale

Parlando con le colleghe, mi rendo conto che molte ostetriche non sono contente del lavoro che svolgono, di come lo svolgono e spesso sono pessimiste su futuri cambiamenti.Le lamentele più frequenti sono:
-carichi di lavoro molto gravosi,stanchezza, doppi turni, personale insufficiente, cattivo rapporto lavorativo con medici ed infermieri e con le utenti.
Tutto ciò porta spesso a comportamenti negativi nei confronti delle donne e delle loro famiglie (che non hanno colpa e che si trovano in un momento molto importate della loro vita e di grande fragilità). Tecnicamente viene chiamato burn out, un circolo vizioso che porta a sempre maggior insoddisfazione.
Vorrei conoscere la vostra esperienza personale, c'è qualcuno che ha trovato la forza e gli strumenti per superare il burn out?
Per quanto mi riguarda, credo che sia importantissimo condividere i propri problemi e creare una rete sostegno di gruppo tra colleghe, amiche, donne.
Credo che sia molto importante avere sempre degli spazi di interesse diversi che non siano il lavoro: sembra che sono proprio le persone più dedicate al lavoro che si "bruciano".
Infine ricordarsi di bilanciare la propria vita privata con il lavoro, anche le persone che si amano devono essere "coltivate" e non stanno sempre ad aspettare che ci si liberi dagli impegni lavorativi!

lunedì 1 settembre 2008

FAQ sull'allattamento al seno

Le risposte a queste FAQ sono in via di costruzione, se ne trovate delle altre, gentilmente inviatemele, se trovate delle risposte con cui non siete d'accordo, fatemelo sapere.

  1. Quando bisogna cominciare ad allattare al seno?
    Subito dopo il parto non appena il neonato mostra interesse, può essere dopo qualche minuto o anche dopo più di un'ora. E' importante non separare il neonato dalla madre in questa fase, tutti gli interventi di routine possono essere rimandati, il neonato non perde calore a contatto con la pelle della madre. Dopo il parto ci sono livelli ormonali speciali sia nella madre che nel neonato, che non si ripeteranno più, un neonato che ha la possibilità di attaccarsi al seno in questo momento viene colonizzato dai germi materni che lo proteggono dai germi sconosciuti, è molto più competente nelle poppate successive e la sua mamma si innamora di lui molto più velocemente.
  2. Quante volte bisogna allattare un bebè?
    Tutte le volte che il bebè lo richiede, ricordando che il pianto è segno tardivo della fame e che il bambino che ha molta fame...non ci vede dalla fame e non riesce ad ancorarsi al seno, i segni precoci della fame sono apertura della bocca e del viso, schiocchi della lingua, protrusione della lingua, movimenti della testa (di ricerca), mani portate alla bcca, suoni emessi per richiamare l'attenzione.
  3. Ha importanza la posizione del neonato al seno?
    Assolutamente sì, molte neo-mamme che non hanno mai visto una donna allattare al seno (ce ne sono parecchie)riproducono la sola posizione che conoscono, cioè, quella utilizzata per alimentare artificialmente un neonato: bambino appoggiato sulle proprie ginocchia che gira le testa di lato per cercare di trovare il seno, lontanissimo dall'areola tentando fìdi avvicinare il seno al bambino tenendo il capezzolo tra indice e medio (posizione a forbice) tenedo le proprie spalle in tensione. Ebbene questa è la migliore posizione per smettere di allattare entro poche settimane, il rischio ragadi dolorose ai capezzoli e poco latte per una suzione scorretta è molto...molto grande.
    A breve vi metterò sul blog le posizioni corrette da assumere, abbiate fede! Se vi riconoscete nella descrizione appena fatta, cercate velocemente un aiuto qualificato, che vi farà vedere che allattare nella posizione corretta può essere un vero piacere e non una tortura.
  4. Se il latte non è sufficiente, bisogna dare l'aggiunta? Ricordando che il vecchio detto: più si munge , più si produce vale per tutti i mammiferi compresi gli esseri umani, se il bambino è sonnolento,perde più del 10% del peso della nascita entro le prime due settimane di vita, non cresce dopo la seconda settimana di vita di almeno 150g. a settimana, urina poco o non urina affatto, non fa la cacca, deve essere visto subito da uno specialista dell'allattamento che deciderà eventualmente di dare un'aggiunta temporaneamente per far riprendere le forze del bambino. Con un buon tiralatte elettrico, l'aggiunta potrebbe anche essere solo di latte materno ma la questione va valutata di caso in caso.
  5. Quando si allatta al seno è normale che i capezzoli facciano male?
    No, i primi giorni potrebbe esserci un leggero indolenzimento (non necessariamente), dovuto al ..nuovo utilizzo della mammella ma, un dolore più o meno forte è indizio di un ancoraggio scorretto che deve assolutamente essere modificato infatti, bastano pochi minuti di pochi minuti di posizione scorretta per provocare dolorose ragadi.
  6. Cosa bisogna fare per allattare al seno?
    In primo luogo, è bene informarsi in gravidanza, incontrare altre mamme che allattano, personalmente suggerisco gli incontri della "La Leche League" che sostengono le mamme nelle loro scelte e che sono organizzati da delle mamme supreserte di allattamento al seno. I corsi di accompagnamento alla nascita sono anch'essi importanti ma bisogna fare attenzione che siano gestiti da persone che ne capiscano veramente qualcosa di allattamento e che non insegnino la tecnica migliore per preparare il latte artificiale e ilustrino i vantaggi del ciuccio. Alla nascita è importante inoltre che il neonato abbia libero accesso al seno.
  7. La modalità del parto interferisce con l'allattamento al seno?
    Un parto spontaneo senza interferenze facilita sicuramente l'allattamento al seno, mentre un parto cesareo ostacola in diversi modi l'allattamento al seno, non lo impedisce ma..bisogna spesso e volentieri, lavorarci molto di più.
  8. Il luogo in cui si partorisce interferisce con l'allattamento al seno? Alcuni luoghi ostacolano fortemente l'allattamento: luoghi in cui il bambino viene separato dalla madre, non c'è un'assistenza adeguata da parte di persone competenti nell'allattamento, in cui non c'è il rooming- in, in cui vengono date aggiunte di latte artificiale, ciucci, topici ecc.
  9. Il latte artificiale è un valido sostituto del latte materno?
    E' un pessimo sostituto del latte materno, non protegge il bambino dalle infezioni, anzi molti bambini si ammalano gravemente a causa del latte artificiale.
  10. E' giusto che una donna povera riceva il latte artificiale gratuitamente?
    Le si fa un grande torto dandole latte artificiale perchè le si toglie la possibilità di dare il più grade regalo al proprio figlio: IL LATTE MATERNO. Praticamente tutte le donne possono allattare al seno e, se sono malnutrite, è meglio nutrire la madre piuttosto che dare del latte artificiale per il suo figlio. Se poi la donna vive in un ambiente malsano, l'allattamento al seno salva la vita del bambino.
  11. E' vero che molte donne non hanno latte?
    E' quello che viene fatto credere da chi produce latte artificiale.
  12. E' vero che uno spavento o un dispiacere facciano "andare via il latte"?
    Può capitare che dopo uno spavento o un dispiacere la produzione di latte diminuisca bruscamente per un calo di un ormone che si chiama ossitocina, ma è un problema temporaneo e, continuando ad offrire il seno gradualmente il latte... ritorna, se pi la mamma riesce a rilassarsi ed a riposarsi,, il processo dell'allattamento si ristabilisce ancora prima.
  13. E' vero che dopo qualche mese il latte non è più buono?
    ASSOLUTAMENTE NO! Il latte continua ad avere le propretà nutrizionali ottimali ed a proteggere il bambino da moltissime malattie
  14. Per quanto tempo bisogna allattare al seno?
    Secondo l'OMS i bambini dovrebbero ricevere solo latte materno per almeno 6 mesi, dal sesto mese compiuto il bambino può cominciare ad assumere altre sostanze integrandole sempre con il latte materno almeno per il primo anno di vita, poi può continuare continuare finchè non decide da solo che non ne ha più bisogno.

lunedì 25 agosto 2008

Poesie, fotografie e racconti sulla maternità
























Vorrei, col vostro contributo, creare una galleria di poesie, immagini e racconti sulla maternità: dal concepimento all'allattamento al seno, da rendere disponibili a tutti.
INVIATE PURE LE IMMAGINI, LE POESIE ED I RACCONTI CHE VI SONO PIU' PIACIUTI

Thanks to your contribution I wish to publish on this blog a nice gallery of pictures, poems and stories about childbirth. FEEL FREE TO POST.

martedì 19 agosto 2008

Piccole veneri al British Museum


Ho fotografato queste statuine, alte pochi centimetri e risalenti ad epoche lontane. Mi hanno sempre affascinata queste figure femminili tanto che, quando sono in vena, provo anch'io a fare qualche tentativo con la creta o col DAS e costruisco una mia venere magari incinta o allattante.
Spesso mi chiedo che significato abbiano avuto veramente per le nostre lontane "ave".


Vacanze a Vienna

Agosto 2008
Una toccata e fuga a Vienna per ricaricare le batterie. Un giorno e mezzo a Vienna per avere un'idea di com'è...ed è proprio bella, rococò gotico, liberty e barocco ti circondano. L'albergo prenotato via internet, era pulito, conveniente ed abbastanza centrale. Ho fatto bella gita organizzata su di un pulman per vedere le zone più caratteristiche di Vienna ed il castello di Maria Teresia sovrana illuminata, amatissima dal popolo che ebbe (deformazione professionale) 16 FIGLI!!!!!!! La guida viennese ha spiegato in modo chiaro e originale ed io ...ho capito tutto, pur non parlando tedesco da molto tempo.
Difficile trovare un ristorante tipico viennese, l'ho trovato dopo due ore di intensa ricerca, quando le gambe cominciavano a cedere e la fame mi faceva avere allucinazioni....non avrei mai e poi mai mangiato italiano in Austria! Difficile orientarsi col trasporto pubblico: nessuno sa niente, le indicazioni sono pessime e.... Roma è molto, molto meglio. Per un pelo non ho perso il volo di ritorno.
Merita comunque di essere vista e credo che prima o poi ci tornerò con marito e figlie.
Posted by Picasa

sabato 16 agosto 2008

Nigeria lagging behind in achieving MDGs

UNICEF says Nigeria lagging behind in achieving MDGs
LAGOS (Xinhua)-- The UN Children's Fund UNICEF has rated Nigeria low in its effort in attaining its Millennium Development Goals (MDGs), according to a report by the UNICEF office in Nigeria received here on Wednesday.
The report said Nigeria had not made sufficient progress in the attainment of most of the targets of the MDGs set by the UN to eradicate poverty, reduce child and maternal mortality, fight disease and achieve environmental sustainability by 2015. The UNICEF report indicated that Nigeria had a 29 percent prevalence of underweight children in 2006 and an annual reduction rate of only 2.2 percent. UNICEF said though Nigeria recorded 68 percent net school enrolment, there was still no progress towards the MDG target, on the achievement of the Universal Basic Education. It said Nigeria had a 0.89 percent gender parity index, with 72 percent male net enrolment to 64 percent in female, on the elimination of gender disparity in primary education, according to
Allattamento al seno http://www.epicentro.iss.it/argomenti/allattamento/allattamento.asp
Il latte materno rappresenta il miglior alimento per i neonati, perché fornisce tutti i nutrienti di cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita, come per esempio certi acidi grassi polinsaturi, proteine, ferro assimilabile. Inoltre, contiene sostanze bioattive e immunologiche che non si trovano nei sostituti artificiali e che invece sono fondamentali sia per proteggere il bambino da eventuali infezioni batteriche e virali, sia per favorire lo sviluppo intestinale.

È per questo che tutti i bambini dovrebbero essere esclusivamente allattati al seno per i primi sei mesi di vita (26 settimane). Secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’Unicef e dell’Unione Europea, recepite anche dal nostro ministero della Salute, l’allattamento al seno dovrebbe poi continuare per due anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino.

Secondo la definizione dell’Oms, l’allattamento può essere:
allattamento al seno esclusivo: solo latte materno
allattamento al seno predominante: latte materno + liquidi non nutritivi
allattamento complementare: latte materno + latte di formula.
Come favorire l’allattamento al seno
Innanzitutto è importante che fin dai primi minuti madre e figlio rimangano insieme, facendo in modo che si instauri il cosiddetto contatto “pelle-a-pelle”: il corpo della madre aiuta il bambino a mantenere una temperatura adeguata (molto importante per bambini molto piccoli o nati pretermine ma anche per i bimbi sani nati a termine) e il bambino è meno stressato, più calmo e ha respiro e battito cardiaco più regolari. Il primo contatto con il seno dovrebbe avvenire entro un’ora dalla nascita, lasciando la mamma e il bambino, insieme al papà se presente, liberi di interagire spontaneamente, senza interferenze esterne.

Altre raccomandazioni importanti sono:
allattare il bambino “a richiesta”, senza seguire orari rigidi
controllare la posizione e l’attacco al seno del bambino, evitando di staccarlo prima che abbia finito
non dare al bambino altri liquidi diversi dal latte materno prima della prima poppata, così come evitare il latte o altri cibi artificiali, acqua, zucchero o acqua zuccherata tra una poppata e l’altra (nei primi sei mesi, infatti, quando il bambino ha sete prende quello che viene definito il “primo latte”, meno grasso e più ricco di acqua e zuccheri, mentre quando ha fame rimane attaccato più a lungo, fino a prendere anche “l’ultimo latte”, molto più ricco di grassi. Per questa ragione, spesso nei mesi caldi i bambini fanno poppate più brevi e frequenti)
evitare l’uso di tettarelle artificiali, biberon e ciucci, soprattutto nei primi mesi di vita
non lavare il seno dopo ogni poppata ed evitare l’uso di creme o unguenti durante l’allattamento; la normale igiene della mamma è sufficiente e il seno è provvisto di ghiandole che provvedono ad una naturale disinfezione dell’areola.
I vantaggi per il bambino
È ormai condiviso a livello internazionale che l’allattamento al seno:
riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti
protegge dalle infezioni respiratorie
riduce il rischio di sviluppare allergie
migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio
migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni
Alcuni studi, inoltre, hanno ipotizzato che il latte materno possa contribuire anche a ridurre il rischio di numerose patologie:
numerose infezioni (enterocolite necrotizzante, meningite, botulismo e infezioni del tratto urinario)
malattie autoimmunitarie, come per esempio il diabete di tipo 1 e di tipo 2
sindrome da morte improvvisa del lattante (Sids)
obesità nella vita adulta.
I vantaggi per la madre
Anche per la madre l’allattamento al seno ha delle ricadute positive:
quanto più comincia precocemente, accelera la ripresa dal parto e l’involuzione dell’utero e riduce il rischio di emorragia e di mortalità
riduce la perdita di sangue, contribuendo così a mantenere il bilancio del ferro
prolunga il periodo di infertilità post parto
favorisce la perdita di peso e il recupero del peso forma
riduce il rischio di cancro della mammella prima della menopausa.
Alcuni studi, inoltre, hanno ipotizzato che il latte materno possa contribuire anche a ridurre il rischio di cancro dell’ovaio e di osteoporosi.
ControindicazioniAlla luce delle conoscenze attuali, le condizioni in cui l’allattamento al seno è sconsigliato sono piuttosto limitate. Oltre al caso in cui venga diagnosticata al bambino la galattosemia, una rara malattia metabolica, l’allattamento non dovrebbe avvenire quando nella madre è presente almeno una delle seguenti condizioni:
sieropositività e trattamento con farmaci antiretrovirali per la terapia dell’Aids
tubercolosi attiva e non curata
uso di droghe
terapia antitumorale (chemioterapia o radioterapia) in corso.
In generale, la maggior parte dei farmaci che vengono prescritti dopo una gravidanza non interferiscono con l’allattamento. In ogni caso, è bene chiarire con il proprio medico di famiglia l’eventualità di sospendere o meno l’allattamento in caso di una determinata terapia. Per informazioni sulla compatibilità dei farmaci con l’allattamento è possibile contattare l’Istituto Mario Negri di Milano.
EpiCentro
Ultimo aggiornamento martedi 24 giugno 2008
Cnesps - Istituto superiore di sanità - 2001-2008


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