Lavoro da 20 anni come ostetrica e vorrei condividere la mia esperienza con tutte le persone interessate ad argomenti correlati alla gravidanza, parto, puerperio ed all'essere donna. Vorrei che questo blog sia una piattaforma di scambio di idee, suggerimenti e che dia la possibilità a tutti di raccontare il proprio vissuto. I'VE BEEN WORKING AS A MIDWIFE FOR THE PAST 20 YEARS, I WISH TO SHARE IDEAS AND EXPERIENCES WITH ALL PEOPLE INTERESTED IN CHILDBIRTH AND WOMEN'S ISSUES
mercoledì 17 settembre 2008
martedì 16 settembre 2008
Tainted infant formula
FDA: Infant formula from China tainted by chemical
However, the Food and Drug Administration stressed that the domestic supply of infant formula is safe.
FDA officials are urging U.S. consumers to avoid all infant formula from China, after several brands sold in that country came under suspicion of being contaminated with melamine, a chemical used in plastics. Officials said there have been reports from China of babies developing kidney stones as a result. There have been no reports of illnesses in the U.S.
"We're concerned that there may be some infant formula that may have gotten into the United States illegally and may be on the ethnic market," said Janice Oliver, deputy director of the FDA's food safety program. "No infant formula from China should be entering the United States, but in the past we have found it on at least one occasion."
After hearing of the latest food safety scandal in China, the FDA checked with formula manufacturers who have approval to market here. But none receive formula or ingredients from China. Formula manufacturers get close scrutiny from the government. They are required to register with the FDA and comply with specific nutritional standards.
"We want to assure the American public there is no threat of contamination to the domestic supply," said Oliver.
But officials are concerned that some Chinese formula may be on sale at Asian groceries, particularly in places like New York, San Francisco, Los Angeles and Boston that have large numbers of Chinese immigrants. The FDA is working with state officials to spread the word in immigrant communities to remove any Chinese formula from store shelves and to warn consumers not to feed it to their children.
"We want people in those communities, if they are in the habit of buying those Chinese products, not to use them," said FDA spokeswoman Judy Leon. "We are doing this to be proactive."
Melamine is the same chemical involved in a massive pet food recall last year. It is not supposed to be added to any food ingredients, but unscrupulous suppliers in China sometimes mix it in to make foodstuffs appear to be high in protein. Melamine is nitrogen rich, and standard tests for protein in bulk food ingredients measure levels of nitrogen.
| autore: | RICARDO ALONSO-ZALDIVAR |
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Latte artificiale contaminato
CINA: LATTE CONTAMINATO, DUE BIMBI MORTI
PECHINO - Sale a due il bilancio dei bambini morti a causa del latte in polvere contaminato in Cina, mentre sono 1.253 neonati che si sono ammalati per lo stesso motivo, tra questi 53 sono gravi. Lo rende noto il ministero della Salute cinese. Nei giorni scorsi era stato riferito di circa 500 bambini contaminati in tutta la Cina. Sulla vicenda è intervenuta anche il primo ministro della Nuova Zelanda, Helen Clark, denunciando che le autorità locali cinesi hanno reagito ritirando il latte contaminato dal mercato solo dopo che il governo di Wellington ha contattato Pechino. Mentre la polizia cinese riferisce che due persone sono state arrestate per la vendita di circa tre tonnellate al giorno di latte contaminato Lo scandalo è esploso nei giorni scorsi con la notizia del primo neonato morto e di oltre 400 bambini malati in tutta la Cina a causa del latte in polvere prodotto e distribuito dalla società cinese Sanlu Group che è al 43% controllata dal colosso neozelandese Fonterra Co-operative Group. Secondo la Clark, l'azienda neozelandese era al corrente del problema da settimane e aveva in chiesto che venissero presi provvedimenti, ma l'appello in Cina era stato ignorato. "Per settimane hanno tentato di far ritirare il prodotto dal mercato, ma le autorità locali cinesi non lo hanno fatto - ha detto Helen Clark - Credo che le prime intenzioni fossero di nascondere la situazione e agire senza un ufficiale ritiro". Stando a quanto riportato nei giorni scorsi, i fornitori avevano diluito il latte con acqua per aumentare la produzione e per far apparire i livelli proteici invariati avevano aggiunto la melanina, tossina utilizzata nella plastica, nei fertilizzanti e nei detergenti. A quanto risulta il latte in polvere contaminato è stato venduto solo in Cina, salvo una piccola partita finita a Taiwan per lavorazioni alimentari. Così come nel caso del primo neonato morto, anche il secondo bambino è deceduto nella provincia rurale di Gansu, nel nord-ovest del Paese.
(dalle notizie dell'ANSA)
sabato 13 settembre 2008
Le ostetriche del domani

Spesso parlo con le studentesse e gli studenti ( sto cominciando a riconoscere che anche alcuni uomini possono fare bene questo lavoro). Mi domando che ne sarà di loro nei prossimi anni. Riusciranno a far ricordare alle donne il loro potere, il potere del parto, riusciranno ad accompagnarle in un cammino di crescita, in un percorso interiore che porta alla maternità consapevole?
O accetteranno una maternità ipermedicalizzata, dove la donna è un oggetto passivo che accetta le altrue decisioni? Accetteranno il fatto che la maggior parte delle donne non crede più di essere capace di partorire e darà il proprio consenso ad essere cesarizzata, episiotomizzata, privata dell'esperienza del parto da un' epidurale, privata dell'allattamento al seno da una cattiva assistenza?
Molte studentesse e studenti sensibili , che non accettano un parto violento, una mancanza di rispetto per i diritti delle donne sono frustrate/i e talvolta si ritirano dagli studi perchè non vogliono fare parte di di un sistema che non riconoscono. Queste persono potrebbero essere il motore del cambiamento se, insieme , si adoperassero al cambiamento... che credo essere comunque possibile.
martedì 9 settembre 2008
Medicalizzazione ed umanizzazione
Medicalizzazione – Umanizzazione: dove sta la sicurezza?
Intervento del dr. Marsden Wagner
Mi voglio scusare se parlerò di parto e di nascita: sono un uomo e gli uomini sono esterni alla scena del parto qualunque sia il loro ruolo!
In Europa e anche in Italia, molto molto tempo fa esistevano i castelli e attorno ai castelli c’erano i fossati, il corso dell’acqua tutto attorno serviva come deterrente, come protezione per gli invasori.
Potremmo utilizzare questo esempio anche per il parto in acqua!
Il parto in acqua previene gli operatori dal disturbare la madre nella delicata fase del travaglio/parto. L’acqua riduce il rischio di medicalizzazione e favorisce il processo fisiologico, normale del parto. Partorire è un processo fisiologico che può essere disturbato dall’ospedale e dalle procedure ostetriche.
Abbiamo avuto tutta una lunga fase di medicalizzazione ed ora siamo, negli ultimi 10/20 anni in una fase di umanizzazione. Umanizzare vuol dire fermarci, riconsiderare tutto quello che si fa in ostetricia e portare l’attenzione alla donna, al neonato e alla famiglia. Il parto in acqua fa parte di questo cambiamento. Stabiliamo un fossato sicuro attorno al castello!
Recentemente sono stato in Jamaica ed ho visitato alcuni ospedali. Le donne erano tutte sdraiate a letto monitorate ed ho chiesto perché se tutte le evidenze scientifiche da anni raccomandano alle donne di muoversi e di stare erette, di accovacciarsi,… perché?? Mi hanno risposto che se avessero assecondato le donne, loro (le ostetriche ed i medici) avrebbero dovuto andare a terra e non è dignitoso! E poi se abbiamo lo strumentario è segno di retrattezza il non utilizzarlo!
In ospedale molte procedure vengono fatte per gli operatori, per l’organizzazione del reparto e NON per la donna. La donna dovrebbe invece essere in controllo, è lei che è al centro con il sostegno dell’ostetrica. Nella realtà, negli ospedali di tutto il mondo, qualsiasi sia il setting e gli oggetti, la donna NON è mai in controllo. Gli operatori sono in controllo. Fino a quando useremo gli ospedali per le gravidanze fisiologiche, sarà molto difficile che le donne possano avere controllo sulla loro esperienza. L’acqua può essere una modalità in questa direzione. Sono stato in Belgio e le donne possono partorire in acqua ma in una vasca trasparente, luna e stretta e la donna deve stare sdraiata per partorire. In questo caso l’acqua non è più un protezione!
Il travaglio/parto è un processo filogenetico, controllato dalla parte involontaria del sistema nervoso, quella parte che ci permette la sopravvivenza e tutte le funzioni come la respirazione, la digestione, i rapporti sessuali,…. Questa parte involontaria controlla anche l’utero, le contrazioni e la dilatazione.
Quindi quando si assiste il travaglio/parto gli operatori hanno due possibilità: 1. lavorare con la donna e le sue competenze involontarie; 2. sorpassare la biologia, bloccare il processo, controllarlo modificarlo con farmaci e procedure. Tuttavia sappiamo che scavalcare i processi biologici è molto PERICOLOSO! Noi medici crediamo di conoscere bene tutti i processi biologici, tuttavia molte cose sono ancora sconosciute, come per esempio cosa attiva un travaglio.
Nella nostra era abbiamo macchine moderne, auto, moto, …. ma se non camminiamo ci ammaliamo! Ed infatti ora facciamo jogging, corriamo, saltiamo,… per mantenerci in salute.
Se noi non rispettiamo i processi biologici, le normali competenze, se le scavalchiamo, allora possiamo cadere in grossi errori.
Per un cesareo programmato (per le serie e valide ragioni – rarissime) possiamo fare due cose: 1. possiamo aspettare che la donna cominci il travaglio spontaneamente e poi possiamo intervenire con un cesareo; 2. possiamo darle un appuntamento un lunedì mattina alle ore 9 prima che il suo travaglio inizi. Questo per convenienza. Abbiamo due scelte, tuttavia sappiamo che per la salute del bambino la prima scelta (travaglio che inizia spontaneamente) riduce il rischio di a. prematurità, b. sindrome da stress respiratoria. Queste due patologie sono le maggiori cause di morte dei neonati.
Più vicini ci manteniamo ai processi fisiologici, biologici più vicini restiamo alla sicurezza.
C’è una diffusissima credenza che avvicinarsi ai processi naturali sia sinonimo di tornare indietro all’alta mortalità. La medicalizzazione non è sinonimo di bassa mortalità. Le evidenze hanno dimostrato che i fattori che hanno ridotto la mortalità non sono state le procedure, le ecografie,… ma un buon standard di vita dato da: nutrizione, abitazioni adeguate, buona salute, pochi figli per ogni donna, buona età per concepire (ci sono pochissime donne che sono gradive a 15 anni e sopra i 45). Il 25% del miglioramento e quindi della riduzione della mortalità e morbilità attribuibile all’intervento medico è stato soprattutto l’uso di antibiotici e di trasfusioni sicure. Non ci sono evidenze che dimostrino che l’uso routinario di ecografie, di monitoraggi,… dei cesarei,… siano stati i principali fattori per un miglioramento citato.
Dobbiamo essere particolarmente attenti quando usiamo le procedure che abbiamo.
Negli ultimi 60/50 anni i medici hanno deciso che gli ospedali fossero il luogo più sicuro per tutte le donne. Ora abbiamo buone evidenze scientifiche che dimostrano che l’80% delle donne potrebbe partorire a casa e che la casa è tanto sicura quanto un buon ospedale.
Abbiamo sempre pensato che i medici fossero la professione più sicura per la salute delle donne. Ora abbiamo buone evidenze che dimostrano che le ostetriche sono la figura più sicura per le donne. E non ho detto che l’ostetrica è tanto sicura quanto un medico, ma che le ostetriche sono più sicure. Le nazioni che perdono meno neonati sono quei paesi dove l’80% delle donne viene seguita da un’ostetrica, dalla gravidanza. In questi paesi l’80% di tutte le donne in attesa non vedono un medico. La gravidanza, il parto ed il puerperio fisiologici sono più sicuri quando sono seguiti da un’ostetrica.
I medici, i ginecologici sono persone altamente specializzate, non dovremmo perdere risorse umane per altre competenze. I medici sono appropriati per quel 15- 20% di casi patologici e devono essere realmente bravi e specializzati ed in questi casi abbiamo bisogno di buoni ospedali.
Un altro esempio degli errori che abbiamo fatto: alla nascita abbiamo preso il neonato dalla madre per controllarlo, pulirlo, fare esami, pesarlo,… Le evidenze hanno dimostrato che non abbiamo alcuna ragione per allontanare il bambino da sua madre e che i controlli si possono fare senza separarli, oppure attendere. Le nursery, i nidi sono un altro tremendo errore che abbiamo fatto. I bimbi devono stare con le loro madri per essere meno a rischio di infezioni e per favorire il contatto e l’allattamento precoce e a richiesta. Abbiamo anche pensato che l’uomo e l’industria potessero produrre, col latte di mucca, un miglior latte per i neonati rispetto a quello delle madri. Altro grosso errore. La scienza ha dimostrato che il latte di donna è il latte migliore in assoluto per il neonato umano, è specie specifico ed ha innumerevoli proprietà, ha persino dimostrato che i bimbi allattati al seno sono più intelligenti dei bimbi che sono cresciuti col latte di un’altra specie.
Un altro esempio dell’estrema medicalizzazione che ci circonda è il numero di tagli cesarei. Con il cesareo la donna non è certamente in controllo. Il controllo è esclusivamente del medico ed i medici, con rare eccezioni, amano i cesarei. Un cesareo assorbe 20 minuti del tempo mentre un normale travaglio può impegnare anche 12 ore. I cesarei avvengono spesso nei gg infra-settimanali e nelle ore mattutine, un parto vaginale può succedere anche di sabato notte alle ore 2. I cesarei costano di più e si viene pagati meglio. Ci sono molte altre ragioni non mediche per preferire i cesarei. Il medico diventa l’eroe che dà il bambino alla famiglia. Ultimamente si dice che ora sono le donne a chiedere un cesareo. Non credo che una donna, se conoscesse i seri rischi che va incontro col bambino durante un cesareo, lo richiederebbe. Non gliel’hanno raccontata tutta!! Il cesareo è un’operazione che può salvare vite, tuttavia ha i suoi seri rischi. Per esempio il 2-6% dei neonati subisce un taglio quando il medico incide durante l’operazione. Un cesareo porta seri rischi: il neonato può soffrire di sindrome da distress respiratorio. I polmoni del feto durante la gravidanza sono pieni di fluido. Quando nasce, il bambino passa attraverso il canale vaginale che lo preme e spreme e questo permette ai polmoni di potersi riempire d’aria. Durante un cesareo questo importante fenomeno non succede e alcuni bimbi muoiono a causa di questa sindrome. Per i neonati un cesareo è cosa estremamente seria e rischiosa. Ma anche per le donne, è comunque un’operazione importante, uno dei rischi è la morte materna, 4-6 volte di più rispetto al parto vaginale. Alcuni cesarei hanno buoni ragioni, tuttavia per i cesarei programmati ci sono 3 volte più rischio di mortalità materna. Si sono riscontrate il 20% di infezioni per la madre dopo un cesareo, possono subire tagli agli altri organi (come la vescica) a causa di un cesareo. Queste informazioni non vengono probabilmente dette alle donne se lo richiedono senza serissimi motivi.
Inoltre l’Italia è il paese col numero più alto di cesarei in Europa ed il secondo al mondo dopo il Cile.
Prendiamo in considerazione 2 procedure: I cesarei e l’ episiotomia (taglio al perineo durante la fase espulsiva):
1. TAGLIO CESAREO (TC) SUPERFLUO IN ITALIA
Anno 2001: 517.423 nascite
con il 34,2% di TC = 176.959 TC
Se invece in un anno la percentuale di TC fosse stata 12% (tasso basato su dimostrazioni, raccomandato dall’OMS e riscontrato nei Paesi con i tassi di mortalità perinatale più bassi) = 62.091 TC
176.959 meno 62.091 = 114.868 TC
sono risultati superflui
Dunque in un anno 114.868 donne in Italia hanno subito TC superflui (chirurgia addominale maggiore) con rischi significativi per 114.868 donne, rischi che hanno causato almeno 5 o più decessi ogni anno e un calo della fertilità in 114.868 donne, e ancora un aumento di gravi rischi durante la successiva gravidanza e il parto. I rischi per i 114.868 neonati sono la causa di molti, molti neonati morti ogni anno a causa della sindrome da sofferenza respiratoria dopo il TC e la prematurità dopo il TC.
2. EPISIOTOMIA: MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE IN ITALIA
Nell’anno 2001, 517.423 nascite con 340.464 PARTI VAGINALI con il 70 % (**) di episiotomia = 238.325 episiotomie eseguite.
(**sottostimato perché non è un dato registrato da molti punti nascita essendo di routine)
Se solo il 20 % di episiotomia (percentuale massima consentita dall’OMS) = 68.093 episiotomie
238.325 meno 68.093 = 170.232 episiotomie superflue in un anno
Se solo il 5 % di episiotomia (percentuale ideale riscontrata in molti posti – esempio in Danimarca e i Paesi Scandinavi) = 17.023 episiotomie
238.325 meno 17.023 = 221.302
episiotomie superflue in un anno
Ogni anno in Italia tra 170.232 e 221.302 donne subiscono una episiotomia superflua che equivale alla mutilazione dei loro genitali, dato che la scienza dimostra che i risultati dell’episiotomia si riflettono in un maggiore sanguinamento, più dolore, più problemi a lungo termine relativi all’incontinenza urinaria e fecale e problemi a lungo termine durante il rapporto sessuale.
(v.di Wagner M. Episiotomy: a form of genital mutilation. Lancet Vol 353, p 1977-98, 1999)
Che strategie possiamo attivare per umanizzare e rendere più sicuro il parto e la nascita ?
- Le ostetriche si devono alleare con le donne. In tutti quei paesi dove le cose sono cambiate rapidamente le ostetriche hanno fondato case da parte, assistono le donne a casa. Le ostetriche hanno un altro approccio, un’altra modalità rispetto ai medici. Nella maggior parte dei travagli non c’è nulla da fare: sedersi sulle proprie mani e dare sostegno emotivo.
- Il luogo del parto. Le evidenze hanno dimostrato che la casa o la casa da parto è un’ottima soluzione. La casa da parto non è una stanza particolare in ospedale, ma è fuori dall’ospedale gestita da ostetriche.
- Le donne e le famiglie si devono informare per poter realmente scegliere e chiedere.
- L’acqua può essere una delle tante strategie che le donne possono usare per proteggersi.
Dr. M. Wagner è pediatra, neonatologo, epidemiologo, ricercatore. Ex direttore dell’Organizzazione Mondiale Sanità per la regione Europa per il Materno Infantile. Autore di numerosi libri e pubblicazioni scientifiche.





