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giovedì 12 marzo 2009

NOI NON SEGNALAMO DAY

17 marzo 2009:
“NOI NON SEGNALIAMO DAY”

La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) attraverso i Gruppi Immigrazione e Salute (GrIS), in collaborazione con Medici Senza Frontiere, Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG), organizza una giornata di protesta e mobilitazione contro il disegno di legge sulla sicurezza in discussione alla Camera dei Deputati che prevede la cancellazione del divieto di segnalazione per gli immigrati senza permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie per curarsi.
Con i contenuti dell'appello già presentato in occasione della discussione dell'emendamento in Senato "Divieto di segnalazione: siamo operatori della salute, non siamo spie", si vuole spiegare ancora una volta l'assoluta insensatezza di tale provvedimento in termini di sanità pubblica, di economia sanitaria, di sicurezza e di valori etici e deontologici.


IL GIORNO 17 MARZO 2009,
PARTECIPATE

DALLE 9.00 ALLE 11.00
AL PRESIDIO DI OPERATORI DELLA SALUTE
IN PIAZZA SAN MARCO (ANGOLO PIAZZA VENEZIA)

E ALLE ORE 12.00
ALLA CONFERENZA STAMPA, PRESSO L’OSPEDALE SAN CAMILLO, ORGANIZZATA DA

Ø REGIONE LAZIO
Ø SIMM – GrIS LAZIO
Ø AZIENDA OSPEDALIERA SAN CAMILLO FORLANINI

CON L’ADESIONE DI MSF, OISG, ASGI, INMP, AMSI, ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL LAZIO

ALTRI ORDINI E COLLEGI PROFESSIONALI STANNO ADERENDO
Salvatore Geraci Presidente SIMM
Filippo Gnolfo Portavoce GrIS Lazio


Partecipate e diffondete l’invito

lunedì 8 settembre 2008

Razzismo in ospedale

Lavoro in un Pronto Soccorso Ostetrico e spesso incontro utenti straniere che si rivolgono a noi per prestazioni prettamente ambulatoriali .
I motivi sono diversi:
  • La non conoscenza delle possibili prestazioni ottenibili in sede ambulatoriale
  • La paura per una patologia sconosciuta che, pur non essendo grave, può essere percepita come tale.
  • La non accessibilità dei Servizi per mancanza di segnaletica visibile scritta in più lingue (anche gli italiani si perdono "per strada")
  • Mancanza di mediatori culturali che spieghino le modalità di accesso, le prestazioni ottenibili e indicano i luoghi idonei.ultimamente l'intolleranza nei loro confronti aumenta in modo esponenziale. Persone che prima accettavano.
  • La scarsa educazione sanitaria o "health literacy" che spinge a a non fare prevenzione e sottovalutare delle patologie che non danno inizialmente sintomi finchè non si arriva alla fase sintomatica ben più grave: come l'ipertensione, il diabete ecc.
  • Clandestinità che porta a credere di non aver altra possibilità se non farsi visitatare se non al P.S.
Bisogna tener conto del fatto che in molti paesi tutte le prestazioni sono a pagamento e, chi non può permetterselo , va dal medico solo quando proprio non ce la fa più.
Mancando da noi delle infrastutture che "regolino il traffico", molte utenti scelgono regolarmente il Pronto Soccorso.
Molti operatori sanitari che vi lavorano, probabilmente resi forti dal nuovo regime politico, si sentono in diritto di trattare queste persone in modo disumano e razzista, rendendo loro ancora più difficoltoso ed umiliante l'accesso ai servizi.
Vi è capitato di assistere ad episodi di razzismo in Ospedale?
Volete raccontarli?

ostetricamarina's blog